Alessandro Andreuccetti Art

I GIARDINI DI MARZO (THE MARCH GARDENS)

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Acrylics on wood

n March, the end of the long cold and dark winter, nature wakes up, the colors return to give life to the countryside and the woods. Walking in the landscape of my home, I like to stop to admire these color patches that are in front of me, the lawn, just washed by a fresh and pleasant drizzle, everything already mottled yellow of the wild flowers, the trees in the background green, no longer the dark forest but rich in colors and sounds.
The title of this painting comes from a song by a great Italian singer Lucio Battisti, entitled precisely “The March gardens”.

This painting is made of a 1.5 cm thick wooden plywood panel, and provided with the hook for hanging and can be hung directly on the wall without a frame.

A marzo, alla fine del lungo inverno freddo e oscuro, la natura si risveglia, i colori tornano a dare vita alla campagna ed ai boschi. Passeggiando nel paesaggio di casa mia, mi piace soffermarmi ad ammirare questi squarci di colore che mi stanno di fronte, il prato, appena lavato da una pioggerellina fresca e gradevole, già tutto screziato dal giallo dei fiori di campo, sullo sfondo le fronde degli alberi verdi, il bosco non più oscuro ma ricco di colori e suoni.
Il titolo di questo dipinto deriva da una canzone di una grande cantante italiano, Lucio Battisti, che si intitola, appunto “I giardini di marzo”.

Questo dipinto è realizzato su un pannello di multistrato di legno spessore 1.5 cm, e fornito con il gancio per appendere e può essere appeso direttamente alla parete senza cornice.

Lyrics by Mogol, music by Lucio Battisti

Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati!

al ventuno del mese i nostri soldi erano già finiti

io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti

il più bello era nero e coi fiori non ancora appassiti

All’uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri

io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli

poi sconfitto tornavo a giocar con la mente e i suoi tarli

e la sera al telefono tu mi chiedevi: “perché non parli?”

Che anno è, che giorno è

questo è il tempo di vivere con te

le mie mani come vedi non tremano più

e ho nell’anima in fondo all’anima

cieli immensi, e immenso amore

e poi ancora ancora amore amor per te

fiumi azzurri e colline e praterie

dove corrono dolcissime le mie malinconie

l’universo trova spazio dentro me

ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è.

I giardini di marzo si vestono di nuovi colori

e le giovani donne in quel mese vivono nuovi amori

camminavi al mio fianco ad un tratto dicesti: “tu muori”

Se mi aiuti son certa che io ne verro fuori!

Ma non una parola chiarì i miei pensieri

continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri

Che anno è, che giorno è

questo è il tempo di vivere con te

le mie mani come vedi non tremano più

e ho nell’anima in fondo all’anima

cieli immensi, e immenso amore

e poi ancora ancora amore amor per te

fiumi azzurri e colline e praterie

dove corrono dolcissime le mie malinconie

l’universo trova spazio dentro me

ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è.

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